Seguire il Signore è la nostra vocazione. Conoscerlo, amarlo, condividerne la vita e la missione. Su questo sfondo si stagliano le letture odierne con il loro intreccio di sguardi, di parole essenziali, di ascolto e di relazioni. Lo sguardo intenso di Giovanni Battista su Gesù rimanda a quello penetrante di Gesù su Simon Pietro; le parole rivelatrici della missione salvatrice del Signore a quelle della missione che sarà propria di Pietro; nel frattempo, i due discepoli del Battista hanno seguito il Maestro, fermandosi con lui: un’esperienza contagiosa, da raccontare ad altri (Vangelo).

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 38Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa», che significa Pietro.

Giovanni 1, 35-42

La compostezza del racconto evangelico, pur così dinamico, è preparata liturgicamente dalla chiamata divina del giovane Samuele (1^ Lettura): nel silenzio della notte, l’anziano sacerdote Eli inizia all’ascolto il ragazzo inesperto. Dio parla nel silenzio, e la chiave dell’ascolto è la custodia del cuore, perché limpido sia lo sguardo, pura la relazione, giusta la parola.

Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”». Samuèle andò a dormire al suo posto. Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuèle, Samuèle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta»

1 Samuele 3, 3-10.19

Uno stile di vita mondano e licenzioso, avverte san Paolo (2^ Lettura), mina l’integrità dell’esistenza cristiana, trattiene lo Spirito dall’abitarla e vivificarla, lacera la comunione ecclesiale e non dà gloria a Dio.

Fratelli, il corpo non è per l’impurità, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.

1 Corinzi 6, 13-15.17-20

don Giuliano Saredi

Ringraziamo il Gruppo Editoriale San Paolo e La Domenica che in questo momento di grande prova, hanno deciso di stare vicino a parroci e fedeli rendendo disponibile il foglietto della messa.