Ah, le grandi battaglie moralizzatrici: attraverso l’intero pianeta, si presentano uguali in ogni dove, nelle metropoli come nel cuore della provincia. Meraviglia della globalizzazione: una cretinata pronunciata a New York diventa una scemenza ripetuta a Cremona, fra gli applausi dei progressisti sempre fieri di partecipare a qualche campagna per il bene superiore.

Il Comune della bella città lombarda, dal 2104 guidato da Gianluca Galimberti del Partito Democratico, ha deciso di piazzare il proprio fiammante logo su una simpatica brochure intitolata Fai una spesa responsabile! Per la salute tua e quella dell’ambiente.

Strepitosa idea, appunto realizzata da «Filiera corta solidale in collaborazione con il Comune di Cremona, Cremona solidale, Fondazione Cariplo». Dal sito di Cremona solidale (che si definisce «azienda speciale comunale per i servizi alla persona»), apprendiamo che l’opuscolo «si inserisce all’interno del più complessivo progetto “Cremona, distretto agricolo solidale” che tante iniziative ha messo in atto». Insomma, un progetto in grande stile declicato all’ambiente e all’alimentazione sostenibile.

Tutto bellissimo: in fondo alimentarsi meglio è un vantaggio per tutti, e la spesa a chilometro zero è un modo per valorizzare i prodotti italiani. Piccolo problema. A un certo punto della brochure, a pagina 15, c’è un capitoletto intitolato «clima e cibo». All’interno sono indicate le «quattro azioni individuali più efficaci per mitigare i cambiamenti climatici». Si tratta delle indicazioni forni te dal famigerato lpcc, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, non esattamente un esempio di imparzialità. Le azioni sono le seguenti: «No aereo, no auto, meno carne rossa, meno figli».

Sì, è esattamente così: l’opuscolo patrocinato e sponsorizzato dal Comune di Cremona (che viene diffuso gratuitamente in giro per la città) invita i cittadini a non mettere al mondo bambini allo scopo di «salvare l’ambiente». E non si può dire che si tratti di una svista, perché i testi sono scritti a caratteri cubitali, e la brochure ha la prefazione di ben due assessori.

Ad accorgersi della bestialità contenuta nel volumetto è stato Federico Fasani, consigliere comunale di Forza Italia, che allibito ha pubblicato online il capitolo incriminato. L’opposizione si è sollevata, ma intanto la brochure è stata stampata e circola liberamente, con la massima pubblicità.

Anche nella città lombarda, dunque, vengono ripetute le stupidaggini pronunciate da Bernie Sanders, dalla democratica americana Alexandra Ocaslo-Cortez e da numerosi altri invasati di sinistra a livello globale, tra cui lo scrittore Jonathan Safran Foer.

Dopo tutto questi sono i nuovi maestri della sinistra, quelli che invitano al controllo della popolazione pur di sostenere la causa «green», cioè la nuova miniera d’oro per multinazionali e fondi d’investimento. Risulta ancora più allucinante, però, il fatto che assurdità simili siano diffuse in Italia, un Paese che vive da anni uno spaventoso inverno demografico. E sconcerta che a menare il torrone con le baggianate (finto) ambientaliste siano le istituzioni pubbliche. Si, è davvero triste ma è vero: la sinistra è uguale in tutto il mondo.