Il suono della campana della Pieve, Madre Vegliarda, usando un’espressione cara al compianto e memorabile Mons. Tafi, ha interrotto più volte, nei giorni scorsi, il tram tram quotidiano per annunciare il lutto ai Rigutinesi di alcuni figli di questa terra. 

Riposino in pace è l’unica preghiera naturale e perciò spontanea che dall’anima scaturisce da ogni persona. 

Per il cattolico poi c’è la certezza della risurrezione gloriosa in anima e corpo che fra l’altro ricompensa in maniera eccezionale e straordinaria i figli che con la preghiera e le opere hanno vissuto lasciando un impronta prima di tutto nel cuore delle persone e poi anche nel territorio. 

Sulla risurrezione della carne, promessa dal Signore, anticipata durante la sua vita terrena facendo risorgere temporaneamente alla vita terrena alcune persone, e inaugurata da lui stesso nella forma gloriosa in maniera definitiva e permanente, S. Agostino, Vescovo di Ippona e Dottore della Chiesa, così scrive:

Come fanno infatti a spuntare nei campi piante che non sono sotterrate nel seme? Come fanno le foglie a rinverdire sugli alberi? […] Tutte queste cose sono rinnovate affinché crediamo che anche i corpi, a suo tempo, possano essere rinnovati. E’ più incredibile che sia posto in essere ciò che non c’era piuttosto che sia posto di nuovo ciò che c’era. E’ stato posto in essere l’uomo, che non c’era: e non credi che possa essere posto di nuovo quello che c’era? Sei stato tratto fuori dai nascondigli della natura, per apparire agli occhi in questa forma ben visibile: e non credi che, quando te ne sarai andato nei nascondigli della natura, da lì possa trarti fuori Colui che ha potuto crearti prima che ci fossi?”*

* di Sant’Agostino – Sermoni di Erfurt sulla risurrezione dei morti [nel Natale del martire Marcellino]