Rivolgo per la prima volta il mio saluto ai benevoli lettori, come Parroco, con titolo di Arciprete, della comunità parrocchiale in Rigutino. Ho ancora il vivo ricordo dell’inizio del ministero durante l’Eucaristia vespertina di Domenica scorsa, 15 dicembre 2019, terza di Avvento, chiamata in Gaudete, proprio perchè l’invito a preparare la strada al Signore manifestato dal più grande tra i figli di donna: Giovanni il Battista, come lo ha definito Gesù, è motivo di gaudio.

I significativi passaggi che si sono succeduti durante la S. Messa credo sia bello e utile ricordarli per iscritto in quanto è un avvenimento straordinario ed eccezionale: la benedizione al neo parroco da parte dell’Arcivescovo, il rinnovo delle promesse sacerdotali, l’aspersione con l’Acqua Benedetta ai fedeli presenti da parte del nuovo parroco partendo dal Fonte Battesimale assieme a bellissimi fanciulli, la sosta al Confessionale dove il penitente ha l’opportunità di rinascere un’altra volta di sapore squisitamente battesimale, la sosta alla Sede Presidenziale che ha il significato sia rituale, sia extra, ossia il parroco è un riferimento spirituale che necessita comunque della collaborazione dei fedeli che parte dal vivere il Battesimo facendo ognuno la propria parte onestamente senza prevaricazioni, maldicenze, pregiudizi e vanagloria.

Infine, ma non per ultimo in ordine di importanza, il bacio all’altare, dove i Figli di Dio partecipano alla Mensa Eucaristica, anticipo di quella Gloriosa che se il buon Padre Santo vorrà, gusteremo dopo la morte.

Alcuni volti conosciuti, ho rivisto molto volentieri, e li ho salutati, seppur brevemente, in quanto ho condiviso, sempre come parroco, tanti momenti significativi, come anche difficoltà, appartenenti alla parrocchia di Cesa in Valdichiana in cui sono stato parroco finora, ed anche della precedente parrocchia di Mercatale Valdarno.

Altre persone, che avrò l’onore di approfondire la conoscenza che abitano a Rigutino, ho salutato con piacere ed ho ricevuto il loro benvenuto.

Non posso non esprimere, a conclusione, un caro saluto al confratello don Virgilio Annetti, che è stato a lungo, ben cinquantacinque anni: l’Arciprete.