È già passato un anno da uno dei momenti più emozionanti della mia vita: l’incontro al Centro Affari di Arezzo con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’Assemblea annuale dell’ANCI, l’associazione dei Comuni italiani.
Il 18 novembre mi era arrivata una mail dal Quirinale dove mi si diceva che il mio numero di cellulare era stato dato ad una funzionaria, che il giorno dopo sarebbe stata ad Arezzo con il Presidente e che “salvo imprevisti” avrebbe organizzato un mio incontro con il Presidente stesso. Il Presidente??? Immaginate l’emozione e l’agitazione. . .
 
Santino Gallorini e Pres Mattarella
Nel primo pomeriggio del 19, mi arrivava una telefonata che mi lasciava a bocca aperta: al Presidente avrebbe fatto piacere conoscermi e stringermi la mano. . .  Erano circa le 14,30 e il funzionario del Cerimoniale mi chiese: “Dove abita? Ce la farebbe ad arrivare al Centro Affari per le 15,30 massimo le 16?”. Gli risposi: “Anche a piedi!”. Poi l’incontro, scolpito indelebilmente nella mia memoria, col Presidente Mattarella, che è venuto verso di me sorridente, mi ha teso la mano dicendomi:

“Finalmente ci conosciamo!”.

Mi ero preparato due frasi, tanto per non fare la figura del “sarto” dei Promessi Sposi, ma quando ho iniziato a ringraziarlo assieme al suo efficientissimo Staff, per quanto fatto per arrivare a decorare con una Medaglia al Valor Militare gli Eroi della Chiassa, Lui mi ha interrotto dicendomi:

“Grazie a lei, che ha riscoperto questa bellissima storia e ce l’ha fatta conoscere”.

E intanto mi stringeva la mano con entrambe le sue e mi fissava con uno sguardo dolce, sincero e grato. Io riprovavo a ringraziarlo dicendo:

“Si, ma senza il suo interessamento. . .”.

Altra interruzione:

“Io ho fatto solo il mio dovere. È lei che ha fatto di tutto per arrivare a far conoscere Mineo e Rosadi!”.

 
Infatti, quell’incontro eccezionale è stato l’epilogo dell’aver riscoperto la vicenda dei partigiani Giovan Battista Mineo e Giuseppe Rosadi, i quali nel giugno 1944 avevano salvato alla Chiassa oltre 200 ostaggi dalla fucilazione e ben quattro centri abitati dalla distruzione, constatando la coltre di oblio che aveva coperto il loro eroico atto, mi ero intestardito di porvi rimedio. Ho quindi operato su tre direttrici: pubblicare la loro storia e farla conoscere, far intitolare al Comune di Arezzo un’area pubblica e far decorare con una Medaglia alla Memoria i due eroi. Per arrivare alla concessione di una Medaglia al Valore alla Memoria di Mineo e Rosadi, sono andato al Quirinale e ho lasciato un mio libro dedicato alla vicenda (Vite in Cambio) ed una lettera per il Presidente, dove gli chiedevo di aiutarmi per la concessione di un’onorificenza ai due giovani eroi.
 
 
I partigiani di «Vite in cambio». Le Medaglie al Valor Militare Gianni Mineo e Giuseppe Rosadi, il Gruppo X, la Banda del Russo e il pericolo mortale per Anghiari. Edizione C&P Adver Effigi.
Poco tempo dopo mi arrivava un biglietto del Presidente, tutto scritto a mano, dove mi ringraziava per il libro. Mi sono stupito di questo modo di rispondermi, ma lo stupore aumentava circa un mese dopo, quando mi arrivava un altro biglietto, dove il Presidente mi ringraziava per avergli fatto conoscere la storia degli Eroi della Chiassa e mi annunciava che si sarebbe occupato della mia richiesta. I giorni successivi venivo contattato da una collaboratrice del Presidente, che mi informava del fatto che il Presidente aveva chiesto alla sua Segreteria di interessarsi alla mia richiesta.
 
Sono seguiti più di tre anni di proficua collaborazione con il Gabinetto del Presidente, che ha fatto un lavoro paziente e inenarrabile che ha condotto alla consegna della Medaglia al Valor Militare alle figlie di Gianni Mineo e di Giuseppe Rosadi, il 24 aprile 2019 a Roma. Ho scritto più volte al Presidente, raccontandogli anche del progetto di film TV sugli Eroi della Chiassa, portato avanti dal regista Alberto Negrin e gli ho inviato i miei ultimi libri pubblicati. Mi ha sempre risposto con suoi biglietti vergati a mano, complimentandosi e facendo gli auguri per il film. 
 
Poi, l’incontro del 19 novembre, nel quale si è accennato anche al progetto di film del Regista Alberto Negrin e ad altri argomenti, con il simpatico intervento del Sindaco Alessandro Ghinelli, che preso dalla foga del discorso e travolto dalla semplicità del Presidente Mattarella, c’è mancato poco che non gli desse una pacca sulle spalle. . .
 
Non nascondo la mia emozione, unita a sorpresa e immensa soddisfazione, nel constatare che il Presidente della Repubblica di un Paese con circa 60 milioni di persone, sa chi sei, apprezza quello che hai fatto e fai, vuole conoscerti e ti tratta quasi come se ti conoscesse da tempo, ti sommerge in un turbinio di sentimenti da levarti il fiato.