I Cantamaggio o anche Calendimaggio è una tradizione presente in alcune regioni italiane del centro nord, che si svolgeva (e in alcune regioni si svolge ancora) tra la notte del 30 aprile e il 1 maggio. La funzione propiziatoria, soprattutto per il buon esito dei raccolti, di questo rito è spesso svolta durante una questua, in cambio di doni (generalmente si tratta di uova, vino, dolci e cibo in genere). I maggianti o maggerini cantavano strofe o filastrocche benauguranti agli abitanti delle case che visitavano. Simbolo della rinascita primaverile sono gli alberi e i fiori , citati nelle strofe dei canti, e con i quali i partecipanti si ornano. Si tratta di una celebrazione che risale a popoli dell’antichità molto integrati con i ritmi della natura, quali i Celti (festeggiavano Beltane), Etruschi e Liguri, presso i quali l’arrivo della bella stagione rivestiva una grande importanza (proponiamo un esempio qui sotto).

“Eccoci giunti a questa abitazione per nostra bizzarria e nostro vantaggio se il capoccia ci dà la permissione siamo venuti per cantarvi il Maggio.”

“Di lontan siamo venuti alle vostre case belle,

siam guidati dalle stelle a portar quattro saluti

il bel maggio è ritornato tutto pien di rose e fiori è da tutti festeggiato festa dei lavoratori;

più non c’è la bianca neve né sugli olmi né sui faggi,

perché il sole coi suoi raggi la distrugge e non si vede.

Affrettatevi o massaie affrettatevi al prosciutto

Affrettatevi o massaie a portarci un po’ di tutto;

Dalle uova alla farina al formaggio pecorino,

caso mai dalla cantina esca fuori un po’ di vino;

noi di qui facciam partenza diamo fine ai nostri canti

con profonda reverenza ringraziamo tutti quanti.”

Allora i contadini si alzano dal letto, aprono le finestre ed offrono ai maggiaioli pane, farina, uova. I maggiaioli cantano:

 

                                           “Siam venuti a cantar maggio qui sull’uscio della sposa,

                                           ma  la  sposa  è  andata  via  è  nel  campo  a  coglier  fiori,

                                           ne  ha  raccolti  una  paniera  per  portarli  a  primavera

                                            primavera  prima  o  poi  canterem  maggio  per  voi.”

Una traccia concreta del Cantamaggio nel territorio di Rigutino rimane anche negli atti delle feste e gran fiera di beneficenza del 2, 8 e 9 Settembre 1923. Erano gli anni della costruzione della nuova chiesa di Rigutino, il ricavato del  Cantamaggio e «Allo scopo di avvantaggiare l’Opera della Nuova Chiesa che nel 1923 progrediva nei lavori di costruzione il Pievano don Ferruccio Bigi, dopo aver incoraggiato un gruppo di bravi popolani che aveva cantato il cosiddetto “Cantamaggio” pro Chiesa Nuova (il che aveva dato loro un incasso netto di 717,00 £ire, tutto poi devoluto alla Chiesa Nuova) gettò l’idea di effettuare una gran Fiera di Beneficenza con relative feste popolari».