La Giornata della Memoria è un momento importante e penso che l’argomento debba essere affrontato già nella scuola primaria. Ricordare è fondamentale, soprattutto quando bisogna cercare di rimediare alle brutture perpetrate dalla follia umana. Al tempo stesso, tuttavia, sono altrettanto convinto che sia riduttivo concentrarsi su alcuni giorni speciali, slegati dalla programmazione didattica, un pò come accade per i Diritti dell’infanzia o per i giorni che ricordano le nostre feste Nazionali.

Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, considerando la complessità del tema, il poter integrare la storia con oggetti (apparentemente) completamente avulsi dal resto della progettazione scolastica, rende l’argomento più interessante. L’informazione e l’approfondimento a fatti realmente accaduti, di cui queste tematiche fanno parte, dovrebbero perciò diventare una consuetudine e non un’azione didattica, legata a una sorta di semplice data.

I bambini sopravvissuti ad Auschwitz.

Lo stesso accade per l’intercultura e quindi penso che il modo migliore perché queste “buone pratiche” diventino prassi sia viverle giorno per giorno attraverso il piacere di stare insieme in una classe che gradualmente diventa comunità. I nostri ragazzi, uomini e donne di domani, hanno il diritto di conoscere e il dovere di scegliere.
Ricordatevi!
Il 27 gennaio 1945, non si sono aperti solo i cancelli di un Campo.

Cavallini Gustavo