Per la grande famiglia Salesiana e per le comunità che hanno la fortuna di essere coinvolte nel loro carisma, la fine di Gennaio porta sempre con se un momento importante: il ricordo di San Giovanni Bosco. Il 31 gennaio 1988 Giovanni Paolo II lo dichiarò «padre e maestro della gioventù».

«Alla scuola di don Bosco, noi facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nell’ adempimento perfetto dei nostri doveri», disse san Domenico Savio. Fanno eco le recenti parole del Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana Don Ángel Fernández Artime, che in una lettera rivolta ai giovani del MGS scrive: «Miei cari giovani, il nostro cuore è fatto per la gioia e per vivere con speranza […] è un elemento centrale nella vita di un cristiano»

Nella cerimonia presieduta da don Luigi il tema della professione di fede nonostante la forte presenza del male che tende a soggiogare e distruggere l’essere umano. Sò chi tu sei! Questo riconoscere il Santo di Dio ci guarisce spegnendo il fuoco delle nostre passioni disordinate, ci libera dalle vane preoccupazioni che appesantiscono il cuore. Lasciamoci quindi liberare e rinnovare da Gesù, il figlio di Dio, venuto per distruggere le opere del diavolo e fare nuove tutte le cose. 

Dio fa sognare! Il sogno/stupore che viene da lui fa vedere la salvezza e la novità che Egli suscita e, riempendo i cuori di speranza, fa desiderare un mondo migliore e agire perché ciò si realizzi. Sul tema del sogno, presente nella vita del santo don Bosco, anche i bambini del paese hanno mostrato e letto i loro sogni.

Dal 1951 le Suore Salesiane Oblate del Sacro Cuore sono presenti anche a Rigutino grazie alla tenacia di don Barbagli (26° parroco di Rigutino dal 1921 al 1971), da quando il 1° settembre del 1950 fece si che la Casa Generalizia delle congregazione, destinasse all’Asilo di Rigutino (apertura 15 febbraio 1951) tre religiose.  Una missione che ancora oggi, dopo settant’anni, svolgono presso la Scuola parrocchiale dell’Infanzia Giuseppe Meacci. Occorre, quindi, esprimere profonda gratitudine e lode a Dio per la santità già riconosciuta nella Famiglia Salesiana di Don Bosco e per quella in via di riconoscimento.

Da Don Bosco fino ai giorni nostri riconosciamo una tradizione di santità che merita attenzione, perché l’incarnazione del carisma da lui generato, si è originato ed espresso in una pluralità di stati di vita. Mons. Giuseppe Cognata (1885-1972), vescovo salesiano di Bova e fondatore delle Salesiane Oblate del Sacro Cuore, compagno generoso del Cristo redentore nella prova e nell’umiliazione ne è una di queste, ed Il 12 Dicembre 2020 è stata finalmente aperta l’Inchiesta diocesana del processo per la sua Beatificazione e Canonizzazione.

Sono stati molteplici e vivaci i recenti gesti di affetto e sostegno alla Scuola dell’Infanzia Giuseppe Meacci, dal nome del suo benefattore che con la sua generosità e quella della moglie, Ernesta Toci, donarono al paese uno spazio dove nel corso degli anni hanno avuto luogo centri culturale, conferenze, dibattiti, cineforum, catechismo, teatro, scuola di ricamo e cucito, non che centro di crescita per i “bambini dell’Asilo”.

A chi gli chiedeva cosa fosse per lui l’Educazione, il Santo rispondeva: “Un Atto d’Amore!“.