Mi piaceva cercare nei volti delle persone, nella loro espressione, nel loro sguardo, traccia della loro interiorità, della loro anima. Con le prescrizioni derivanti dalla pandemia però, la presenza della onnipresente mascherina costringe ad interpretare solo lo sguardo, la espressione visiva che da sempre si ritiene possa essere specchio della interiorità delle persone.

Mi accorgo che comunque è una limitazione pesante non poter scorgere l’atteggiamento della bocca, la traccia di una espressione soddisfatta, ansiosa o pensosa. Il complesso espressivo del volto fornisce tanti indizi: oggi dobbiamo limitarci allo sguardo, agli occhi, perché il resto è nascosto e lo sarà ancora a lungo, temo. Osservando quindi per esempio delle foto di volti “interi” mi diverto a coprire naso e bocca e mi rendo conto che spesso c’è molta differenza, altre meno. Capisco che se la bocca è “neutra” (cioè debolmente serrata), perdiamo poco perché quasi tutto è affidato allo sguardo, se invece il sorriso o il movimento del labbro è evidente, il significato dell’espressione può cambiare e molto.

Divertidas poster

Quindi comprendo che in tempi di mascherina deve discendere un modo diverso di manifestare la nostra espressione se desideriamo trasmettere qualcosa a chi ci guarda. Dobbiamo far parlare gli occhi, far capire dallo sguardo soltanto, quello che prima manifestava il “combinato disposto” dell’intero volto. Così soltanto potremo manifestare all’esterno, senza parole, almeno una parte di noi stessi, magari una sensazione di benessere, di serenità, di desiderio di relazione anche solo da “remoto” o di interesse per l’altro.

Tante volte è possibile dallo sguardo conoscere il cuore; sembra difficile o strano, ma non è così se la persona non si nasconde, se manifesta sinceramente il suo stato interiore. Tanto può dirci un solo sguardo e me ne accorgo di come certe foto ti parlano, evocano tanti sentimenti, hanno una forza che spesso le parole non possono esprimere.

Impariamo tutti a leggere gli sguardi e cerchiamo noi stessi di fornire sempre sguardi sinceri, veri, aperti, sul mondo e su chi ti passa, certe volte di fretta, molto vicino.

Marcello Mazzi