Più di una volta con don Virgilio abbiamo espresso il desiderio e la speranza di riuscire a trovare una foto di don Tito Meoni, parroco di Rigutino tra il 1857 ed il 1903. Per il momento non ci siamo riusciti, ma vogliamo contare nella collaborazione di chi legge questo articolo, perché aprendo gli album delle foto più antiche possa aiutarci nella ricerca. Certamente don Tito Meoni sarà stato “immortalato” nelle foto di battesimo o matrimonio dei nostri nonni o in occasione di qualche ricorrenza particolare.

In una delle consuete visite al cimitero, dopo una sosta alla tomba di mio padre Vittorio Bigi, ho  lasciato un fiore in una vecchia tomba che ne era priva, non soffermandomi a cercare di leggere la poco decifrabile lapide. Ma per la curiosità di sapere chi, senza volerlo, quel giorno avevo “incontrato” sono tornato indietro, ed ho scoperto di aver messo un fiore proprio nel tumulo di don Tito Meoni, che per 46 anni ha svolto il suo ministero pastorale tra i rigutinesi che ci hanno preceduto. E nonostante la difficoltà sono riuscito a trascrivere l’iscrizione:

don TITO MEONI 

di Castiglion Fiorentino

Cappellano zelante intrepido 

di Laterina 

nell’epidemia colerica del 1855 

e qui pievano 

colto caritatevole 

dal 18 marzo 1857 

all’alba del 19 ottobre 1903 

in questo asilo dei morti che egli volle costruito 

dorme aspettando la resurrezione alla vita

* * *

i suo popolani e gli amici

Q [uesta] M [emoria] P [osero]

Ed è da questa lapide che abbiamo cominciato la ricerca di notizie su don Tito Meoni, ed insistiamo anche questa volta perché ci aiutiate nella ricerca di materiale. Il periodo di cui parliamo e che vide don Tito Meoni come nostro Pievano è la seconda metà dell’800. E  proprio in quel periodo Rigutino venne scelta quale sede di importanti istituzioni e servizi, che segnarono il nostro territorio e la nostra parrocchia:

  • Nel 1859, venne istituita  la Stazione dei Reali Carabinieri di Rigutino, al posto  del Presidio della Imperiale e Real Gendarmeria, a cavallo.
  • Nel 1863 alla Pieve, sostituendo il campanile a vela, venne costruito il Campanile a torre sormontato da una cupoletta e dotato di 4 campane
  • Nel  1859 il Granduca lascia la Toscana per rifugiarsi in  Austria. L’Unità d’Italia ha reso ancor più forte l’esigenza di un collegamento ferroviario tra Firenze e Roma. Nel territorio di Rigutino i lavori iniziano nel 1863. Il primo treno passeggeri passò dalla stazione di  Rigutino-Frassineto (senza fermarsi), la mattina del 15 marzo 1866. Il giorno successivo iniziano il servizio viaggiatori con due transiti giornalieri.
  • Nel 1880 in località Campo Marino, vennero  ultimati i lavori del Campo Santo, Fu così sanata l’annosa necessità di tumulazioni adeguate, dato che i rigutinesi defunti venivano sepolti all’interno dell’ex Oratorio della Ss. Trinità, a fianco della Pieve davanti al campanile.
  • Il 1 ottobre 1886 l’apertura dell’Ufficio delle Poste e Telegrafi.
  • Nel 1897 la Giunta Provinciale Amministrativa divide il Comune di Arezzo in 7 frazioni. Tra queste la Frazione di Rigutino, comprendente le Parrocchie di Rigutino, Vitiano, Ottavo e Frassineto. Vengono così ad aggiungersi nuovi servizi di primaria importanza come il Medico Chirurgo Condotto, la Farmacia, la Levatrice Condotta, l’Ufficio secondario di Stato Civile e la Scuola Elementare.

È certa la presenza di don Tito a fatti così importanti per la vita del nostro paese, e perciò non vogliamo credere che, pur parlando della seconda metà dell’800, non siano state scattate fotografie e nessuna traccia sia rimasta nelle vostre case. Rinnoviamo perciò ancora una volta l’invito ad aprire i vostri cassetti e le scatole delle vecchie foto.

Nel caso trovaste qualche cosa potete rivolgervi a Don Luigi, Lucio Bigi o direttamente a Rigutino.it telefonando al numero 3971115641. Non vogliamo trattenere il materiale, ma lo duplicheremo e ve lo restituiremo quanto prima.

Grazie fin da ora a chi vorrà anche solo provare a darci una mano nella ricerca della nostra memoria.

Incrocio di Rigutino 1898 – 1904