Don Ferruccio Bigi nasce il 29 giugno 1880 a Strada in Casentino nel comune di Castel S. Niccolò (Ar). Compie gli studi nel Seminario di Arezzo, ed è ordinato sacerdote il 15 agosto del 1903 dal Vescovo diocesano  Mons. Donnino Donnini. Cappellano della Propositura di Castelnuovo Berardenga (SI) fino all’aprile 1904,  quando viene nominato economo spirituale di S. Martino al Borghetto nel comune di Tuoro (PG). Vi rimane solo pochi mesi, perché nominato Pievano della Chiesa dei SS. Quirico e Giulitta a Rigutino, al posto del defunto parroco don Tito Meoni. Celebra la sua prima Messa nella Pieve, il 7 novembre 1904 rendendosi subito conto delle inadeguate dimensioni della chiesa per l’accresciuta popolazione, e che il paese stava sviluppandosi a valle, lungo la via Romana e nella campagna circostante. Nel 1908 dava inizio al progetto per la costruzione della nuova chiesa parrocchiale. Il 15 giugno 1911 si benediceva la posa della prima pietra della nuova Chiesa dedicata ai Santi Quirico e Giulitta, che nel 1936, grazie anche agli sforzi di Mons. Alfredo Barbagli succedutogli nella conduzione della parrocchia, è consacrata da S. Ecc. Mons. Emanuele Mignone ed elevata ad Arcipretura.

Don Ferruccio Bigi 1880 – 1951

     Il ministero pastorale di don Ferruccio Bigi a Rigutino è ricco di attività. Nel 1907, nel 1911 e nel 1921 si tennero le Missioni solenni. Istituisce le Congregazioni delle Giovani e Madri cristiane, dell’Ordine francescano, della Via Crucis vivente e della Dottrina cristiana. Intensa anche l’attività per dell’Azione Cattolica con la costituzione dei Gruppi dell’Unione Popolare e dell’Unione Mezzadri. Nel gennaio 1921 si costituisce il Circolo Maschile Cattolico e nel 1922 quello Femminile. 

     Forte anche il suo interessamento sociale: nel 1907 per aprire alcune fonti in Parrocchia; nel 1914 riceve un encomio della Società Pro Montibus, per il rimboschimento del Monte Lignano. Nel 1918 l’encomio speciale da parte del Sindaco di Arezzo, durante l’epidemia spagnola. Il 30 gennaio 1919 è nominato dal Comune di Arezzo, ispettore degli orfani di guerra per le parrocchie di Frassineto, Ottavo, S. Andrea a Pigli, Policiano, Pieve a Quarto e Rigutino; e nel 1921 Ufficiale addetto alla 50ª sezione per il 6° Censimento Generale della popolazione Nel dicembre 1921 si costituisce la Sezione Unione Reduci di guerra. Il 28 maggio 1922 benedice la posa della prima pietra del nuovo edificio scolastico.

     Nel gennaio 1925 lascia la parrocchia di Rigutino e viene trasferito a quella di S. Agnese di Arezzo, e dal 1928 è nominato anche Canonico della Pieve di Santa Maria delle Grazie.

Don Ferruccio alla Chiesa della Sassaia di Rigutino con le sorelle e un giovane seminarista.

     Appassionato d’arte, per opera del Can. Bigi sono stati rinvenuti nel resede presso la Chiesa di San Lorenzo, nel maggio 1933, sette statuette in bronzo del primo secolo avanti Cristo, un tripode in bronzo, tracce del pavimento a mosaico, e di alcuni residuati di vasellame. Già nel 1917, quale Pievano di Rigutino, ha ritrovato nella antica Pieve un affresco del 1400, rappresentante la Madonna in trono col bambino. Nel 1927 è riuscito a ridare alla nostra Città alcuni affreschi di Spinello, che da vari secoli erano rimasti nascosti sotto l’intonaco della muratura nella Chiesa di S. Lorenzo in Arezzo, e  nel 1932 sono tornati alla luce alcuni affreschi e nicchie nella chiesa di S. Maria in Gradi. Nel 1933, sempre per opera sua, venne ritrovato nella Badia di Arezzo, un affresco raffigurante S. Lorenzo, opera di fra’ Bartolomeo della Gatta, monaco camaldolese. 

     “L’ARTE SACRA NELLA DIOCESI ARETINA” è l’interessante pubblicazione del Canonico Bigi, che dimostra quanto nel campo dell’Arte Sacra è stato fatto nella Diocesi Aretina dal 1920 al 1934. 

     Che l’attività di don Bigi non ha soste, lo dimostrano anche le numerose cariche ricoperte: Direttore spirituale (per cinque anni) del Convitto Nazionale di Arezzo; Incaricato vescovile per l’insegnamento religioso nelle scuole medie di Arezzo. Nel 1934 il Ministero dell’Educazione Nazionale lo nomina Membro della Commissione conservatrice dei monumenti degli scavi ed oggetti di antichità e d’arte della provincia di Arezzo. La sua attività ha avuto un riconoscimento di merito da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, per la nomina, il 25 aprile 1936, a Cavaliere dell’Ordine della Corona da parte del Re Vittorio Emanuele III. Per quattro anni fu Direttore dell’Opera delle Dame di Carità. Socio attivo dell’Accademia Petrarca, e rappresentante diocesano per la Federazione del Clero d’Italia dal 1927 al 1948.

     Muore ad Arezzo, nella parrocchia di S. Agnese, il 3 agosto 1951 ed il suo corpo riposa nel cimitero di Arezzo.