Volendomi riallacciare agli articoli sulla questione Hotel Planet come “Albergo Sanitario” che ha diviso in due la comunità di Rigutino, oggi nel dramma della pandemia che ci vede costretti nelle nostre abitazioni, di fronte a tante certezze che si sgretolano, di fronte a tante aspettative tradite, e nell’insofferenza che in modo crescente si fa spazio su ciascuno di noi, vorrei dare testimonianza di come si sono svolti concretamente i fatti.

Tutto è iniziato intorno al 28 Marzo, quando fu deciso di cercare residenze per far trascorrere la quarantena ai pazienti positivi, ma non gravi, e a coloro  che in uscita dall’ospedale non avessero le condizioni per poter trascorrere il periodo obbligato di isolamento in famiglia. L’unica struttura ad aver dato la disponibilità fu proprio l’Hotel Planet di Rigutino. Inizia così il susseguirsi di articoli su stampa e social, per rendere pubblica tale decisione. La proprietà della struttura ovviamente si adopera immediatamente per effettuare gli interventi di adeguamento alle nuove esigenze e manutenzione.

Sotto la direzione della Asl sono state individuate le camere adatte allo scopo, dalle quali sono stati tolti tutti i tendaggi e qualsiasi altra cosa idonea alla circolazione del virus: sono stati sostituiti con nuovi apparati tutti gli aspiratori dei bagni; é stato revisionato e certificato l’impianto di rilevazione  incendi; sono state create le varie zone di infermeria, vestizione. Insomma tutto ciò che la Asl chiedeva. Lunedì 30 Marzo si presentano – e permettetemi l’espressione «in pompa magna» – con tanto di seguito e scorte, il Governatore della Regione Toscana E. Rossi insieme al Direttore Generale della Asl A. D’Urso per il sopralluogo della struttura, ovviamente alla presenza di stampa e Tv alle quali rilasciano interviste e dichiarazioni. ‘TUTTO OK, possiamo procedere’.

Fino a giovedì 2 Aprile tutto pronto. Addirittura la trasmissione “Caffè Bollente” in onda alle 21:30 su Teletruria, con in studio il direttore della Asl D’Urso, effettua una diretta video da Rigutino. La giornalista inviata, insieme allo staff Sanitario e alla proprietà della struttura mostrano e raccontano l’organizzazione descrivendo accuratamente i vari step previsti dal protocollo. A fine del collegamento esterno dallo studio anche il Dir. A.D’Urso da il suo parere positivo: ‘si può partire’. È notte e la gente va a dormire. La mattina seguente al risveglio, come per incanto, la prima notizia che circola nei social  e questa: l’albergo Sanitario all’hotel Planet non si fa più perché non in regola su alcune cose.

E qui purtroppo entra in ballo l’elemento critico: la POLITICA. Alla luce di quanto dettagliatamente esposto mi permetto di fare una riflessione oggettiva e quindi dettata solo dai fatti che mi auguro faccia riflettere chiunque. Il  podcast che replica la trasmissione Caffè Bollente, visibile sul sito di Teletruria, inizia  con la seconda parte della trasmissione  che  però trattava altro argomento. Perché è stata cancellata la prima parte che, guarda caso, parlava proprio dell’argomento Hotel Planet e riportava l’ufficialità del consenso del Dir. D’Urso? Cos’è successo e come può presentarsi a Teletruria, a solo un giorno di distanza dalle sue dichiarazioni, per affermare l’esatto contrario?

Il Sig. Carlo Orsini, proprietario dell’hotel per fare le modifiche richieste, e necessarie all’adeguamento, avrà speso dei soldi? La risposta è si, e sicuramente nessuno lo rimborserà. Inoltre se ci sono delle irregolarità, mi chiedo, come hanno  fatto ad essere esercitate fino ad ora (e credo nel futuro) non una, ma svariate attività commerciali?  Delle risposte devono essere date!  Forse proprio quelle stesse risposte che per anni sono state taciute.

Quando la bufera sarà passata, saranno gli elettori a misurare quanto essenzialità ed inventiva siano state premiate o bocciate e chi avrà interpretato meglio il momento di difficoltà del Paese. Forse qualcuno rifletterà anche su quanto sia efficace l’eccesso di comunicazione rispetto alla validità dei messaggi comunicati. La spiegazione, ahimè, è puramente politica e per certi versi culturale e riguarda il diverso rapporto tra diritto individuale e interesse collettivo della politica del paese che ovviamente ha a che fare con i diversi sistemi di welfare.

Io non sono un giornalista e nemmeno un  politico, ma con la mia povera capacità comunicativa  credo di essermi spiegato meglio di “loro”. Un saluto da un rigutinese che si riconosce in ciò che oggi stesso ci ha detto Papa Francesco:

“la vita non serve se non si serve”

con la speranza che la pandemia finisca presto permettendoci di tornare alle nostre abitudini.

Firmato un Rigutinese