Cav. Vittorio Bigi
Cav. Vittorio Bigi

In tanti anni, ormai, non sono mancate le occasioni di banchetti nuziali, di agape fraterne, per prendere numerose volte la parola. Anche questa volta trattasi di un pranzo, ma per circostanza molto diversa da tutte le altre. Infatti è la prima volta che mi trovo a rivolgermi in pubblico ad un novello sacerdote.

Avrei potuto tacere, e così non sarei incorso in lacune, in involontarie inesattezze, in argomentazioni non so se del tutto proprie, ma sento il dovere di non tacere, perché anch’io da cattolico, da rigutinese, da laico ho qualcosa da dire al nostro caro don Virgilio. Innanzitutto grazie per avermi concesso di partecipare a questo pranzo; ma soprattutto grazie, don Virgilio, per avermi consentito di vivere una mattinata intensamente spirituale, il cui ricordo resterà indelebile nella mia mente e nel mio cuore. 

Manifesto Festeggiamenti per il Nuovo Parroco Don Virgilio 25-28 Giugno 1964
Manifesto Festeggiamenti per il Nuovo Parroco Don Virgilio 25-28 Giugno 1964

Ho seguito, nelle tre sere che hanno preceduto questo giorno di festa, la predicazione del valente don Tiezzi e concordo pienamente su tutto quanto ci ha detto. In modo particolare, mi ha colpito quanto egli ci ha detto ieri sera a proposito del sacerdozio e del sacerdote.
Della sua vocazione, del suo sacrificio, del suo anelito al bene, del suo entusiasmo, delle sue amarezze, delle sue debolezze umane, del suo eroismo, di tutto questo ci ha parlato. E tutto vero ed è veramente così, e non potrebbe essere diversamente.

Simone prendi il largo e gettate le reti!
Simone non temere, d’ora innanzi sarai pescatore di uomini
Fate questo in memoria di me
Cercate (ed insegnate a cercare)prima di tutto il Regno dei Cieli
Rinnegate voi stessi, prendete la vostra croce e seguitemi

Ecco la Legge, ecco il programma, ecco la missione, ecco il Cristo che torna tra gli uomini. Disse don Tiezzi una di queste sere “che siamo nel mondo, del mondo, ma non per il mondo“. La nostra esistenza è un ponte tra il presente e l’eternità e dobbiamo non costruire nel ponte, perché saremmo dei pazzi, ma dobbiamo costruire nell’altra sponda, per l’eternità. L’umanità travagliata da tanti affanni e da tante angosce, non so se costruisca più sul ponte che nella riva. Il sacerdote ha la grande dignità di essere un altro Cristo, ma ha anche la grave responsabilità di imitare il Cristo.

Non hanno bisogno del medico i sani, ma gli infermi. Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori. E Dio mandò un uomo di nome Giovanni…

Ordinazione Don Virgilio – 21 Giugno 1964 – Duomo di Arezzo – Vescovo Telesforo Giovanni Cioli

E del ‘parroco del mondo‘ che vorrei parlare per dare conforto e forza alla nostra, alla vostra immane fatica; ma il mio dire si farebbe troppo lungo. Egli ci insegnò a vivere secondo il Vangelo e ci insegnò a morire da veri cristiani. La sua umiltà, la sua giovialità, il suo amore, la sua sensibilità, la sua fraternità, la sua povertà ci siano di guida e di aiuto. E vorrei intrattenermi proprio sulla ‘povertà‘, la grande virtù oggi dimenticata, e perché no, anche disprezzata da tanti cristiani dimentichi che essa è la prima delle virtù per entrare nel regno dei cieli. Papa Giovanni, nella lettera al fratello Saverio, diceva di essere contento di essere di umili origini, di non avere nulla da lasciare all’infuori di una benedizione particolare.

Ordinazione Don Virgilio - 21 Giugno 1964 - Duomo di Arezzo
Ordinazione Don Virgilio – 21 Giugno 1964 – Duomo di Arezzo, alla presenza del Vescovo Telesforo Giovanni Cioli

Comunque il caro don Virgilio, mi permetterà di chiudere questo mio discorso con le stesse parole che io scrissi per lui all’inizio di quel libro, quel modesto dono, che mi permisi offrirgli pochi giorni orsono: 

«Ricordando il fine per cui Dio ci ha creato, con l’aiuto del Suo immenso amore, con l’aiuto della Sua immensa grazia, della Sua immensa misericordia, abbiamo tutti il dovere di diventare santi. Sacerdoti santi, umanità santa»

´Pace e bene per tutta l’umanità` 
Cav. Vittorio Bigi