Fino al 1749, in Toscana, l’anno civile iniziava il 25 marzo, giorno in cui la Chiesa cattolica celebra l’Annuncio dell’Angelo alla Vergine Maria: proprio in corrispondenza del nono mese antecedente la nascita di Gesù. Si festeggiava così il “Capodanno toscano” o meglio conosciuto come “Capodanno dell’Annunciazione”.

In quel “Eccomi…” di Maria, il Verbo eterno incominciò ad esistere come essere umano nel tempo

Molti capoluoghi toscani continuarono a considerare il 25 marzo come il loro Capodanno, anche se già dal 1582 era in vigore il calendario gregoriano che fissava l’inizio dell’anno al 1º gennaio.

In particolare a Pisa, fin dal Medioevo, si è consolidata la ricorrenza di celebrare l’ “annus pisanus”, che aveva inizio proprio in questa data e terminava il 24 marzo seguente, una tradizione che si è tramandata fino ai giorni nostri (con la tradizionale cerimonia del raggio di sole in Duomo che, a mezzogiorno del 25 marzo, apre l’anno nuovo per il calendario alfeo).

Nel novembre 1749, il Granduca di Toscana Francesco Stefano di Lorena (Francesco III di Lorena) emise un decreto che fissava anche per la Toscana il 1º gennaio come data iniziale dell’anno civile, uniformandosi a quanto già in vigore nel resto d’Italia e d’Europa.

Annunciazione del Signore: Buon Anno Toscana! 3

Conoscere e ricordare il nostro patrimonio culturale e storico è indispensabile per la crescita culturale, economica e sociale di ciascuno di noi. E ricordare chi siamo e da dove veniamo è un patrimonio che sarà sempre in grado di arricchirci come singoli cittadini e come comunità della Toscana (e non solo).

Ci aiuti in questo, la Vergine Maria, per portare a compimento l’opera iniziata in noi dallo Spirito Santo.