Mons. Alfredo Barbagli nasce a Badia al Pino (AR) l’8 giugno 1883. Compie gli studi nel seminario di Arezzo ed ordinato sacerdote il 22 settembre 1906 da sua Ecc. Mons. Francesco Moretti. Nell’ottobre 1906 è nominato cappellano alla parrocchia di Galatrona nel Comune di Bucine, dove rimane fino al gennaio 1908 quando riceve l’incarico per la parrocchia di Pieve a Presciano nel Comune di Pergine Valdarno, rimanendovi per circa un anno. Dal gennaio 1909 al gennaio 1925 è Pievano di S. Vincenti nel Comune di Gaiole in Chianti. Nel gennaio 1925 viene nominato Pievano di Rigutino, sostituendo don Ferruccio Bigi alla guida della parrocchia.  

Con la venuta di don Barbagli, il Comitato per la costruzione della nuova chiesa riprende a lavorare a pieno ritmo, per portare a termine i lavori, rallentati dalla guerra e dal terremoto del 1919, che lesionando gravemente la struttura, aveva costretto i tecnici a lunghi lavori  di restauro. Nel dicembre 1926, Anno Francescano, si tengono le Sacre missioni, che si ripeteranno più volte durante il ministero pastorale di Mons. Barbagli:  nel gennaio 1935 predicate dai Padri Passionisti nel 19° centenario della Redenzione; nel 1946 a pochi mesi dalla fine della guerra; nel gennaio 1954 si tengono per la celebrazione dell’anno mariano nel centenario del dogma dell’Immacolata Concezione, e nel novembre 1963  predicate dai Missionari Vincenziani.

LA COSTRUZIONE DELLA CHIESA DEI SS. QUIRICO E GIULITTA DI RIGUTINO.

Il 26 settembre 1936, elevandola ad Arcipretura, la nuova chiesa di Rigutino viene consacrata dal Vescovo di Arezzo Mons. Mignone che nel 1938 compie la Visita pastorale. Nel 1940 scoppia la 2ª guerra mondiale, e don Barbagli rimane vicino alle famiglie della parrocchia; e con i militari rigutinesi partiti per la guerra, instaura una fitta corrispondenza. Il 15 giugno 1944 è il primo giorno del passaggio del fronte a Rigutino, alle 22 due camion di militari tedeschi arrivano alla Chiesa e prendono possesso della canonica. Il 4 luglio don Barbagli, ospite in casa propria, sarà tra i primi ad accogliere i soldati inglesi. Nel diario di quei giorni, che l’Arciprete tiene con meticolosità, si legge che la notte del 13 luglio è una notte d’inferno. I tedeschi a Lignano e gli inglesi a Rigutino combattono un’aspra battaglia. Granate esplodono sia in chiesa che nel piazzale provocando molti danni. Il 15 luglio 1944 viene liberato Rigutino, ed il giorno dopo anche Arezzo. 

Nel 1950 don Barbagli inaugura “L’ASILO” parrocchiale, trasformando la ex casa del fascio, acquistata grazie alla generosità del dott. Giuseppe Meacci. Ampliata a partire dal 1969, ha avuto nel corso degli anni, anche funzione di centro culturale, accogliendo conferenze, dibattiti, cineforum, catechismo, teatro, scuola di ricamo e cucito. Nel 1951 ne affida la conduzione alle Suore Salesiane oblate del Sacro Cuore, ancora oggi presenti con il  loro prezioso servizio. 

G. Meacci Rigutino
SCUOLA DELL’INFANZIA G. MEACCI DI RIGUTINO. INGRESSO.

Il 2 ottobre 1951 don Barbagli prepara con particolare festa e devozione la venuta nella nostra Parrocchia dell’immagine della Madonna del Conforto, nel Suo pellegrinaggio in tutte le chiese della Diocesi. La “Peregrinatio Mariæ” è iniziata nel 1950 per volontà di S. Ecc. Mons. Mignone, quale segno di riconciliazione in tutta la Diocesi.

Il 29 giugno 1959 viene inaugurato alla presenza delle Autorità Religiose, Civili e Militari il  «Monumento ai caduti delle immani guerre, ai Dispersi e alle Vittime Civili, affinché anche le generazioni future sappiano il loro sacrificio, diano tributo di affetto e di preghiera».

Il 12 maggio 1961 don Barbagli è nominato Monsignore, “Cameriere segreto” (oggi diremmo Cappellano) di Sua Santità. Durante tutti i 46 anni in cui Mons. Barbagli è stato parroco di Rigutino, intensa è stata l’attività della Azione Cattolica. Muore a Rigutino l’8 novembre 1971 ed il suo corpo riposa nel cimitero del nostro paese. Lascia un grande vuoto in tutti coloro che lo hanno conosciuto e nelle commoventi parole che ci ha lasciato come testamento, traspare  l’uomo di fede e di preghiera, di integra vita sacerdotale intesa come servizio a Dio e ai fratelli, che è morto come ha vissuto, nella semplicità  e nella modestia del servo buono e fedele:  

02 OTTOBRE 1966: 60° DI SACERDOZIO DI MONS.BARBAGLI.

«Attualmente in cassa non ho che qualche centinaio di lire, avendo speso molto per la nuova Chiesa, l’Asilo, fabbricati e terreni del beneficio. A totale mie spese è stata costruita la canonica. Di ciò non mi pento affatto, sapendo che il parroco non deve arricchire  i nipoti con le rendite del beneficio. Chiedo perdono ai parrocchiani di San Vincenti e Rigutino di tutto quanto non avrò fatto per il bene delle loro anime. Perdono coloro che mi hanno arrecato dispiaceri e sofferenze. Raccomando ai miei parrocchiani di Rigutino di schivare il male osservando diligentemente i propri doveri e di avere coraggio di compierli senza rispetto umano. L’unica mèta sia per noi il Santo Paradiso. Ricordiamoci però  che quella è una conquista e che perciò la raggiungeremo sopportando le innumerevoli prove di questo mondo. Che il Signore faccia la grazia di ritrovarci tutti insieme, pastore e fedeli nel Santo Paradiso!»